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Un incontro ai CNUFVG2009…

I Campionati Nazionali Universitari sono anche l’occasione per incontrare Oscar Di Matteo…,

uno dei ragazzi che hanno raggiunto la notorietà militando nelle file del Cervia di Ciccio Graziani. Oscar, infatti, ora allena la squadra di calcio del Cus Chieti, cinque volte finalista negli ultimi sei anni e per tre volte vincitrice.

Oscar, com’è nata la collaborazione con il Cus Chieti?

I miei rapporti con il Cus Chieti sono iniziati grazie a Ricky Massara, ora team manager del Palermo, ed Antonio Martorella, un ex giocatore del Pescara, che hanno seguito ed allenato questi ragazzi negli ultimi anni. E’ principalmente grazie a loro se il Cus Chieti è riuscito a raggiungere la finale in cinque delle ultime sei edizioni. E con quella di questa edizione sono 3 vittorie.. non male.

Mi sarebbe piaciuto essere in campo, ma quest’anno mi sono laureato in economia e, comunque, “alla mia età sono fuori tempo massimo” per partecipare. Quindi, quando mi si è presentata l’opportunità di accompagnare questi ragazzi come allenatore, non ho voluto rinunciare. E’ una bellissima esperienza: vedo cose che dal campo non vedevo, mi ritrovo ad affrontare problematiche a cui non avevo mai fatto caso.. Sto imparando molto da questo cambio di prospettiva.

Mi pare di capire che il livello dei professionisti del Cus Chieti, sia in campo che in panchina, sia sempre stato alto..

Devi considerare che il Cus Chieti pesca da un bacino di circa 33.000 ragazzi, che sono gli iscritti all’Università dell’Abruzzo. Fra tanti giovani, non è difficile trovare ragazzi di buon livello. E poi da noi c’è una voglia di emergere e di far bene che, forse, da altre parti non è così forte.

Ti va di raccontarmi com’è iniziata la tua esperienza al Cervia di Ciccio Graziani?

Certamente. L’anno prima giocavo a Montevarchi, in C2. A metà stagione, il nostro Mister è stato sostituito da Graziani, un appassionato di calcio ed un grande uomo, oltre che un ottimo allenatore. Finita la stagione, mi ha raccontato dei suoi progetti per l’anno successivo e della possibilità di seguirlo, per un reality sul calcio. Si parlava di una squadra di eccellenza. Il Cervia.

Ti sei dimostrato subito entusiasta?

Mah.. non subito, dico la verità. L’idea di passare al mondo dello spettacolo, rischiando di perdere il giro del calcio professionistico, non mi entusiasmava. Così, ho detto al Mister che non ero interessato. Lui mi ha detto che intanto avrei potuto limitarmi a fare il provino, che non mi sarebbe costato nulla e che intanto avrei potuto prendermi il tempo per pensarci.

Poi il tempo è passato e..

..e ho deciso di seguirlo al Cervia. Eravamo una rosa di 24 giocatori: la metà è stata scelta dal Mister e da Magrini, altra persona meravigliosa; gli altri sono stati scelti dagli autori del programma.

Come andavano le cose in spogliatoio?

Alcuni dei ragazzi scelti dagli autori erano lì per far polemica, per alimentare tensioni. Per me e per gli altri, che abbiamo fatto professionismo per anni, era un qualcosa di assurdo. Ci siamo immediatamente accorti che maggiori erano le tensioni all’interno dello spogliatoio e maggiore era il seguito in televisione.. ma per me, lo “spogliatoio” è sempre stato altro.

Cioè?

Nulla di quello che succede nello spogliatoio deve uscire all’esterno. I panni sporchi si lavano in casa propria. Altrimenti ci si fa vedere deboli e divisi. E poi c’è dell’altro. I valori dello sport vanno esattamente nella direzione contraria.. lo sport è condivisione, confronto, allegria. Lo sport è trasparenza, correttezza nel confronto e nello scontro.

Le cose che dici mi fanno pensare che l’esperienza del Cervia sia per te una grande occasione: le tue parole ed i tuoi insegnamenti, amplificati dalla notorietà, possono arrivare a molte persone. Forse è un’occasione per trasmettere qualcosa di buono.

Certo, ma ognuno di noi può contribuire a trasmettere e promuovere i valori dello sport. E’ quello che state facendo anche voi, organizzando questi Campionati Nazionali Universitari in questo splendido villaggio dello Sport.

Quello che avete fatto con questa manifestazione è notevole: qui alla Ge.Tur ci sono centinaia di ragazzi, arrivati da ogni parte d’Italia. La sera si incontrano, si conoscono e fanno amicizia. E’ un momento di confronto e di crescita. Lo sport dovrebbe essere questo.

(a cura dell’addetto stampa Paolo Gnesutta)